Foodie, che Job! Mariachiara Montera, da food blogger a food strategist

MAriachiara Montera Foodstrategist il lato saporitoDopo un paio di settimane di silenzio, torna la rubrica Foodie, che Job! dedicata a quelle persone che sono riuscite a trasformare la passione per il cibo in un lavoro. Dopo Romina Savi e Chiara Robecchi, oggi è il turno di Mariachiara Montera, conosciuta nel web anche come Maricler.
Mariachiara è perfetta per questa rubrica: da foodblogger e autrice del blog The chef is on the table (che scrive con suo marito, Fabrizio), è diventata food writer professionista (e fino a qui, tutto abbastanza nella norma), ma anche digital pr e food strategist. E qui, la situazione si complica. E allora, cerchiamo di capire meglio chi è e cosa fa.

Partiamo dalle cose facili: chi sei.
Mariachiara, 33 anni, nata a Salerno, ma ho vissuto a Bologna, Milano e ora sono a Torino. Come food writer scrivo per il canale di Cucina del Corriere della sera, per il sito Cucchiaio.it, versione web del celebre Cucchiaio d’Argento. Ho collaborato con Dissapore, Honest Cooking, Cosebelle, e ho ideato con Francesca Gonzales il format delle Foodie Geek Dinner, cene off line per far incontrare chi si conosce on line.

E ora le cose difficili: cosa fa una food strategist?
Intanto una precisazione: food strategist è un neologismo che combina pr + eventi + scrittura. Quindi food strategist è un termine sintetico per indicare una food writer/digital pr. In pratica, elabora strategie, progetti per aziende del settore food, aiutandole a comunicare sul web i loro prodotti, molto spesso coinvolgendo foodblogger per conversare di cibo e amplificare il messaggio. E questa è la parte delle digital pr. Inoltre, creo eventi e scrivo per testate online. Si tratta di un mix di diverse competenze, accomunate dalla stessa passione.

Qual è stato il percorso?
Sono diventata ufficialmente food strategist lo scorso anno, a marzo del 2013, quando mi sono licenziata dall’agenzia di comunicazione per cui lavoravo, dove mi occupavo di Social Media, per clienti di diversi ambiti, tra cui alcuni food. Avevo tante idee e volevo realizzare dei miei progetti. Lavorare in agenzia però è stato fondamentale. Mi ha fornito il know-how necessario per gestire il cliente, rispettare i tempi, collaborare con gli altri.

E quali sono stati i passaggi precedenti?
Tutto è iniziato nel 2006, quando ho aperto il mio foodblog, The chef is on the table (la prima versione). Scrivevo solo per passione, e lavoravo come bibliotecaria, catalogando libri antichi (mi è capitato anche Alessandro Manzoni tra le mani). Mi piaceva moltissimo, ma non forniva grandi prospettive di crescita… Così, ho fatto fruttare la mia laurea in Scienze della comunicazione e sono passata a gestire la comunicazione commerciale di una multinazionale, dopo tanta gavetta. Nel frattempo il blog cresceva e riceveva i primi riscontri. Era il 2007 e le agenzie cominciavano a coinvolgere i foodblogger, e cercavano portavoce con una buona reputazione sul web. Poi, io e Fabrizio siamo stati contattati da diverse case editrici per realizzare delle guide gastronomiche, la prima versione di Foodies del Gambero Rosso e la Guida ai ristoranti di Identità Golose.

È stato il momento in cui sei diventata una food writer professionista?
Sì, ho preso consapevolezza che si stavano aprendo delle nuove strade professionali da coltivare. Da un lato la scrittura, ma non solo: ho capito che nel settore della comunicazione food c’erano poche figure che conoscevano in maniera approfondita il contesto, nel campo delle digital pr. È un mondo variegato: ci sono gli chef, i critici gastronomici, i foodblogger, i diversi brand… Devi conoscere chi fa cosa, chi scrive dove, cosa pensa, quali sono le tendenze, e saper costruire una relazione che vada al di là dell’aspetto funzionale. Infine, devi essere credibile quando ti proponi. Per questo il mio background è importante: mi ha permesso di creare una rete di contatti di cui mi fido, e che a loro volta si fidano di me.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Mi sto concentrando molto sulla scrittura: oltre a collaborare con La cucina del Corriere della sera, e per Cucchiaio.it, faccio corsi di Food writing per Zandegù, una casa editrice indipendente, di Torino. Il 15 marzo siamo a Milano, e il 5 aprile a Rimini. Col mio compagno, insegniamo a scrivere di cibo: recensioni, ricette, interviste… Sto anche preparando un libro, che uscirà in autunno. E poi, devo programmare le prossime tappe delle Foodie Geek Dinner.

Cosa pensi del mondo del food: c’è ancora spazio per chi vuole lavorare in questo settore?
Sì, ma bisogna essere bravi e preparati. Per questo è importante avere una base solida, magari acquisita in settori diversi: io ho imparato da chi era più bravo di me, da cui ho appreso tutto quello che potevo. Andate a bottega, fate esperienza, studiate il settore, e siate appassionati: solo così potete maturare la consapevolezza di cosa volete e potete fare.

L’illustrazione di apertura è di Susanna Rumiz.
Maricler

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