Lo zen e l’arte della pasta al nero di seppia (di mamma Tina)

pasta con il nero di seppia il lato saporitoLo so. Qualunque social media qualcosa mi tirerebbe le orecchie. Sono due settimane che non aggiorno il blog e la pagina di Facebook. Lo so che non si fa, che bisogna aggiornarli con costanza. Ma il mio lavoro è fatto anche di silenzio. Ogni tanto bisogna far respirare il cervello, far decantare idee, progetti, stimoli. E viene meglio se si fa distraendosi, facendo altro. Lo dicono tutti i coach e tutti le strategie per sviluppare la creatività: le idee migliori vengono mentre sei distratto. Quando fai vagare il pensiero. Per alcune persone accade durante una passeggiata. A me, mentre lavo i denti, o i piatti. Sono due operazioni che faccio in automatico, senza concentrarmi. È il mio momento off. Ed è quando mi vengono le idee.

Queste due settimana hanno avuto la stessa funzione. E io rivendico l’importanza di stare in silenzio, nonostante tutte le teorie di digital marketing dicano il contrario.
Dopo la sbronza di eventi, progetti e immagini del Salone del mobile, ho avuto bisogno di fare cadere la penna (anche se nel frattempo ho lavorato tantissimo per Donna Moderna ed F). Ne ho anche approfittato per riflettere e fare un bilancio sul blog, sulla direzione che sta prendendo, sulla mia vita da freelance (ormai è un anno e mezzo)…
E sono molto contenta di averlo fatto. La scelta di diventare freelance e di licenziarmi è nata anche dalla volontà di gestire il mio tempo, di non permettere agli altri di farlo. E questo, anche se sei freelance, non è sempre possibile. Anzi. Spesso è proprio il contrario, perché capita di frequente che ti assegnino pezzi urgentissimi il giovedi/venerdi per l’inizio della settimana successiva. Oppure, dalla stessa redazione ti affidano più pezzi contemporaenamente… Oppure, semplicemnte, perché non puoi dire di no. E quando gli altri sono in vacanza ti tocca lavorare. Così ogni tanto devi “sparire”, per ritrovarti.
E sono molto soddisfatta delle riflessioni che ho fatto e dalle decisioni che ho preso. Ho intenzione di apportare dei cambiamenti. Devo solo capire come e quando.

Intanto, visto che non mi dimentico che questo è un blog con cucina, dopo aver condiviso con voi le mie riflessioni, condivido una delle ricette cult della mia famiglia, e della tradizione siciliana: gli spaghetti al nero di seppia.
Mi avevano colpita, durante Identità Golose, le parole di Pino Cuttaia. «È uno dei piatti più amati della tradizione siciliana, ma nessun risorante lo mette in menu. Perché l’inchiostro della seppia macchia: i denti, le labbra, il tovagliolo. E questo crea imbarazzo». Per questo, ha creato il celebre Uovo di seppia, dove il nero di seppia è solido e non macchia.
Ovviamente, pochi giorni dopo ho invitato a pranzo mia mamma, Tina… Ecco, “invitato a pranzo” non è proprio esatto. Considerando che ha cucinato lei.
Io ho solo assistito e fotografato. Vorrei raccogliere tutte le sue ricette, quelle di famiglia e della tradizione.

Non mi resta che augurarvi buon 25 aprile e buon appetito.
pasta con il nero di seppia illatosaporito 5

Spaghetti al nero di seppia di Tina

Ingredienti
per 4 persone
2 seppie
320 gr di spaghetti
1 cipolla
1 bicchiere di vino bianco
concentrato di pomodoro
1 bustina di nero di seppia
Olio extravergine di oliva
prezzemolo (a scelta)

Pulite le seppie: sciacquatele, togliete la pelle esterna, l’osso, gli occhi, il dente centrale, e cercate di estrarre il sacchetto con l’inchiostro, senza romperlo. Tenetelo da parte.
Tagliate le seppie a striscioline.
Affettate la cipolla e fatela rosolare in una pentola, con un filo d’olio. Unite le seppie, e poi sfumate con un bicchiere di vino bianco. Aggiustate di sale, aggiungete un pizzico di concentrato di pomodoro e fate cuocere per 15 minuti. Ora, incidete i sacchetti con l’inchiostro e uniteli alle seppie. Se necessario, aggiungete anche una bustina di quelle che si trovano al supermercato. Miscelate bene e fate cuocere per altri 5 minuti.
Nel frattempo, lessate la pasta, scolatela e versatela nella pentola con le seppie. Mescolate, fate saltare e servite.

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