Banchi di nebbia: un libro e 10 illustrazioni

Questa sera sono a Monza, alle Officine Libra, per presentare Banchi di Nebbia, l’ultimo libro di Malusa Kosgran, una raccolta di racconti, pubblicato da Epika Edizioni. Sarà una presentazione speciale, cross mediale, perché insieme a me e Malusa, ci sarà Elisa Zappa che leggerà e interpreterà alcuni brani, e 10 tavole realizzate da altrettanti bravissimi illustratori, per illustrare i racconti.
Ma veniamo al libro. Banchi di Nebbia è un’opera bella e disturbante, che ti lascia addosso una sensazione di inquietudine, da cui non riesci a liberarti, come un fastidio che preme, che punge da qualche parte. Perché ci dice che è nella normalità che si nascondono le paure più segrete, le angosce più inquietanti e gli incubi peggiori. Si annidano sotto pelle e aspettano il momento giusto per manifestarsi in tutta la loro potenza devastante.
I 10 racconti di Malusa Kosgran descrivono una realtà ordinaria, fatta di sveglie, di visite mediche, di appuntamenti con l’agente immobiliare, di abitudini diffuse, come appuntarsi le cose sui post it. Eventi comuni, quasi banali nella loro semplicità, ma che in un attimo si trasformano in incubi e fanno precipitare i 10 protagonisti dei racconti nel vuoto, in una dimensione aliena, che non riconoscono più, come se improvvisamente un fitto banco di nebbia (quello del titolo) li avesse avvolti e avesse fatto smarrire loro la strada.
È questo il filo conduttore di tutti i 10 racconti: la perdita della memoria, che si porta dietro anche l’annullamento dell’identità. “Chi sono?”, sembrano costretti a chiedersi molti dei protagonisti, che hanno perso tutti i loro punti di riferimento. Anche quelli apparentemente più risolti, più sicuri di sé e più integrati. Qualcosa nella loro vita è franato, senza che loro se ne siano accorti o capiscano perché, o come è successo. E adesso sono in attesa di “nascere o rinascere migliori”, come dice il protagonista del racconto n. 3, Auxopsyce (impronunciabile).
La memoria, il passato, i ricordi e la loro assenza e scomparsa si manifestano in tutte le loro forme, in Banchi di Nebbia. Dalla rievocazione di un incontro avvenuto 20 anni prima (racconto n. 10), di cui rimane solo un biglietto della metropolitana, custodito come un tesoro, all’amnesia in seguito a una serata molto, ma molto alcolica (n. 7, Sette).
E poi ci sono gli incubi veri, quelli che turbano il sonno, e quando ti svegli non sai se sono stati dei sogni o sta veramente accadendo. In un limbo sospeso tra realtà e fantasia, ci sono orde di lumache voraci (n. 9, Il peso), e boia che mutilano un cedro (n. 5, Il cedro che chiudeva il suolo di Marte). Oppure, come nel primo racconto, Pensa un numero, un monologo nascosto sotto forma di dialogo, dove il protagonista (una pseudo entità? Un serial killer? Un dottore pazzo?) impartisce degli ordini a un povero malcapitato, totalmente inerme, che esegue senza opporre resistenza o esprimere alcuna emozione.
Ma sono tanti i temi che si ritrovano nei 10 racconti, dall’incapacità di comunicare (e di ascoltare) all’ossessione per l’aspetto fisico, dalla mania di tenere tutto sotto controllo all’ansia da prestazione. Incubi della società contemporanea.

Questi i 10 illustratori che hanno dato forma e colori agli incubi di Banchi di Nebbia.

1. “Pensa a un numero” di Alberto Ponticelli
2. “Il distratto” di Jackson Lloyd Brown
3. “Auxopsyce” di Squaz
4. “Post it” di Paola Rollo
5. “Il cedro che chiudeva il suolo di Marte” di Mastereaster
6. “Sulla punta della lingua” di Massimiliano Di Lauro
7. “Sette” di Gianfranco Enrietto
8. “Il bendaggio” di Fortuna Todisco
9. “Il peso” di Lorenzo Donati (che chi segue il mio blog conosce bene)
10. “Il biglietto del metro” di Margherita Tramutoli

INFO
Officine Libra presenta “Banchi di nebbia”
Venerdì 27 maggio ore 20
Via Michelangelo Buonarroti, 72
20052 Monza (MB)

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